comunicato stampa

martedì 10 marzo 2009

Dopo due anni di iniziative in piazza San Giovanni a Busto per ricordare i tragici fatti del G8 di Genova del luglio 2001 il comitato bustese Genova 2001 promuove per:

MERCOLEDI' 11 MARZO 2009 alle ore 21.00

presso la Sala Conferenze - Museo del Tessile di Busto Arsizio un incontro
dal titolo:

Dalle Comunità al Movimento, Un altro mondo è ancora possibile?

Interverranno

Mirko Mazzali (Genoa Legal Forum)
Don Andrea Gallo (comunità San Benedetto al Porto, Genova)

La serata vuole parlare dell'oggi, e cercare di capire se il modello Genovese è un modello che possiamo ritrovare in altre piazza, o sempre in più piazze,anche visti i gravi episodi di Bergamo di sabato 28 febbraio ove le forze dell'ordine hanno rastrellato con la violenza la città al termine
di un corteo Anti-Fascista.

Cercheremo di capire l'andamento dei processi per le giornate del G8, cercheremo di capire se quel movimento è stato un movimento vincente e per i poteri neo-liberisti. Vogliamo capire come ancora oggi possiamo pensare di costruire un altro mondo. Perchè siamo sicuri che un altro mondo è ancora possibile. Siamo sicuri che non si possono più trattare i giorni di Genova
2001 come semplice memoria ma si debba fare un passo in avanti, sapendo bene
quello che è successo e condannandolo senza paure sapendo che le responsabilità sono di chi ha gestisto l'ordine pubblico politicamente e non, e che bisogni superare quel mostro che ancora oggi ci attanaglia, perchè la storia è un ingraggio collettivo importante, ma la storia non può
seppellirci, noi dobbiamo imparare da lei.

....IN OGNI CASO NESSUN RIMORSO....

Aggiungi l'appuntamento al tuo calendario


Dall'Osservatorio sulla Repressione

Dopo che la scorsa settimana gli studenti antifascisti di Brescia, Bergamo, Milano, Cagliari, Pisa e Padova sono stati violentemente repressi e pestati dalla Polizia, oggi è la volta degli studenti
Torinesi. Sta diventando "normale" l'uso della violenza contro studenti pacifici, che scendono in piazza senza alcuna intenzione violenta. Va bene così? Nessuno ha nulla da dire? Che si aspetta a denunciare questi comportamenti come indegni della polizia di un paese democratico?
L'impudenza è la stessa che ricordiamo di avere visto a Genova. Gli agenti si sentono intoccabili: da qui nasce la loro arroganza. E purtroppo hanno ragione: basta vedere quello che è successo con i poliziotti che portarono a compimento il massacro alla scuola Diaz o le torture alla caserma Bolzaneto. I picchiatori sono rientrati immediatamente al lavoro, senza che nessuno abbia contestato loro niente, anzi sono stati protetti e addirittura promossi.

Dispiace dirlo: ma quello che sta succedendo nelle ultime settimane non è altro quel che è stato seminato negli anni scorsi. Si è minimizzato, si sono fatte spallucce di fronte agli allarmi sugli spazi
eccessivi concessi alle forze dell'ordine e alla loro involuzione militarista. Si è guardata l'indignazione perenne di chi ha seguito il dopo Genova (per le promozioni degli imputati, il silenzio generale sui processi, la "impunità preventiva" garantita a tutti i dirigenti) come
agli strepiti di noiosi gruppi di reduci.

Chissà se questa ondata repressiva "anti crisi" riuscirà a fare aprire gli occhi, alzare la voce per fermare i manganelli, e a non accettare più violenze, provocazioni, soprusi e repressione. e far
capire che già viviamo una condizione di democrazia sotto tutela.

Italo Di Sabato – Resp. Naz.le Osservatorio sulla Repressione Prc/SE

Comunicato Stampa

lunedì 9 marzo 2009

I recenti fatti di Bergamo e Milano di nazifascisti rasati o in doppio petto in giro per strade o per i corridoi universitari a dichiarare apertamente ciò che la Storia aveva condannato sotto il silenzio, le squadracce pronte ad operare operazioni di "pulizia" sull'onda dell'esasperazione mediatica contro gli stranieri, o la "garanzia" delle istituzioni o, come a Bergamo, delle forze destinate all'ordine che permettono manifestazioni che la Costituzione e altre leggi destinano all'illegalià, solleva sdegno e disgusto. Un antifascista del nostro Comitato scrive; è una voce che è già la nostra voce, che ne cerca altre e altre ancora, perché non può essere tutto così. Questa denunicia è un urlo o una luce in questi tempi, che chiama a raccolta le coscienze antifasciste e democratiche sparse ad unirsi come per un coro che intoni forte ad argine di questo schifo di nuovo "Bella ciao"...ora e sempre Resistenza.

il Comitato Antifascista di Busto Arsizio



Ancora aggressioni poliziesche a studenti antifascisti

"Fuori i fascisti dall'Università", Scontri tra studenti e polizia

Tensioni e scontri, questa mattina, tra le forze dell'ordine e studenti antifascisti e del Collettivo universitario autonomo che manifestano contro un banchetto di raccolta firme organizzato dal Fuan- Azione Universitaria per le elezioni universitarie a Palazzo Nuovo. Tre giovani fermati (due arresti e un fermo) e quattro agenti in borghese della Digos feriti, uno dei quali alla testa: è il primo bilancio degli scontri nell'atrio di Palazzo Nuovo.

Per tutta la mattina gli studenti hanno lanciato slogan come "Fuori i fascisti dall'università" e contro la presenza della polizia. La situazione è diventata più tesa quando nell'atrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, gli studenti del Cua hanno lanciato una dozzina di uova e un fumogeno contro le forze dell'ordine che bloccavano ogni loro avvicinamento al banchetto degli universitari del Fuan. La polizia ha intrapreso una carica per respingere gli studenti.

Nonostante il tentativo di mediazione di polizia e carabinieri, si sono fronteggiati gli attivisti del Fuan da una parte e dall'altra gli autonomi dei centri sociali, in particolare l'Askatasuna, che si trova vicino all'università. Durante le cariche della polizia, è stata inoltre lanciata dall'esterno una bomba carta.

I manifestanti, non riuscendo a raggiungere i coetanei del Fuan, hanno lanciato numerosi oggetti contro le forze dell'ordine, tra cui anche due bombe carta, una delle quali scoppiata davanti al volto di un agente. Tre giovani sono stati fermati e la loro posizione è al vaglio della polizia. Lasciato Palazzo Nuovo, gli autonomi del Collettivo universitario hanno occupato il salone d'onore del Rettorato in attesa di potere avere un incontro con il Rettore nel pomeriggio.

(fonte Repubblica)


Gli scontri di Bergamo e il saluto romano del prete lefebvriano

mercoledì 4 marzo 2009

tramite polisblog di davide f. il 04/03/09

prete lefebvriano fa saluto romano








Degli scontri di sabato a Bergamo per l'apertura di un nuovo circolo di Forza Nuova si era visto e sentito più o meno tutto, o quasi. Ecco infatti delle immagini ritrarre Don Giulio Tam, padre lefebvriano, benedire i camerati con il saluto romano.

Il sacerdote ha sfilato, accanto a Roberto Fiore, in testa al corteo di Forza Nuova : più che una manifestazione una parata militare, con i camerati che hanno marciato per le vie del centro muniti di caschi e bastoni. Tra saluti nazisti, "boia chi molla" e qualche "Sieg Heil", la manifestazione ha accompagnato l'inaugurazione della nuova sede (qui il video della parata da Youreporter).

Ora, in questo periodo, ne abbiamo sentito parlare pure troppo dei lefebvriani, e si potrebbe scommettere sul fatto che a qualcuno non sia neanche dispiaciuta tutta questa visibilità, anzi. Il problema è prima di tutto interno della Chiesa; tutta questa pubblicità alle tesi negazioniste di Williamson e ora i saluti romani di Tam che idea possono dare? Non sarebbe ora di prendere una posizione chiara nelle parole e nei fatti?

Guarda caso anche Tam , già candidato con Alternativa sociale alle ultime elezioni europee, non ha mai fatto mistero del suo tradizionalismo e si è battuto contro le posizioni di "riconciliazione storica" espresse da Gianfranco Fini. Per quanto riguarda lo Stato italiano invece niente di nuovo, ormai è una triste abitudine assistere a queste parate "anticostituzionali" e nostalgiche. Da un governo che ha legalizzato le ronde cosa ci si può aspettare…

Stato di Polizia

domenica 1 marzo 2009





A Bergamo vi sono stati scontri tra la Polizia e ragazzi definiti no global, sinistra antagonista o estrema sinistra. La settimana scorsa tra la Polizia e gli operai della Fiat di Pomigliano D'Arco. Prima ancora tra la Polizia e i vicentini che protestavano contro la nuova base americana che ormai non vuole più neppure Obama. Il video con lo scarpone di un poliziotto sul collo di un manifestante è l'immagine del nostro futuro. Da una Polizia di Stato a uno Stato di Polizia.

Per non dimenticare Genova 2001

Mercoledi 11 marzo 2009 ore 20.30

presso la sala conferenze del Museo del Tessile a Busto


DALLE COMUNITA' AL MOVIMENTO - UN ALTRO MONDO E' ANCORA POSSIBILE ?
(...noi che abbiamo visto Genova ....)

interverranno

- Don Andrea Gallo della Comunità di S.Benedetto al Porto di Genova
- avvocato Mirko Mazzali del Genova legal forum
- proiezione del video "G8/2001 Fare un golpe e farla franca" di Beppe Cremegnani e Enrico Deaglio

Promuove il Comitato Bustese Genova 2001 con l'adesione delle seguenti organizzazioni:
Alterlist, Assoc.Culturale Antonio Gramsci, Campagna "No justice, no peace", Comitato Antifascista di Busto A., Costituente per la sinistra, Confederazione Unitaria di Base, Legambiente Busto, PdCI, Rifondazione comunista, Sindacato d.Lavoratori Busto, Sinistra critica, UnaltralombardiA

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